Vogliamo una città a misura di cittadino, in cui il trasporto pubblico sia incentivato per studenti e pendolari, che non badi tanto alle grandi opere inutili, ma che guardi alle piccole opere di manutenzione della città, specialmente nei quartieri di cintura – perché in genere quando si parla di Como si parla sempre del centro e raramente si bada a ciò che avviene fuori dalla Convalle.
Como vive una situazione in cui troppi sono senza casa e troppe case sono lasciate vuote e nel degrado. Proponiamo che vengano avviati progetti di recupero che uniscano spazi artigianali e commerciali a spazi abitativi. Va inoltre redatto con urgenza un piano di eliminazione delle barriere architettoniche, riqualificando gli spazi aperti e migliorando l’accessibilità soprattutto alle funzioni e ai servizi pubblici.
Vogliamo una città in cui le scuole non vengano lasciate crollare a pezzi, in cui vengano valorizzate e diventino presidi della cultura, luoghi aperti alla cittadinanza nel tempo in cui non vi sono le lezioni, in cui si possa tornare a fare un’aggregazione di qualità diversa da quella proposta dai centri commerciali.
Una città in cui i 4000 universitari che frequentano l’Università dell’Insubria e i 18 mila studenti medi non siano visti come estranei, ma come una risorsa per la città, in cui le loro esigenze siano esigenze dell’intera collettività.
Vogliamo una Como in cui il lavoro e i lavoratori tornino al centro del dibattito pubblico, in cui gli appalti pubblici vadano assegnati solo a imprese che rispettano i diritti dei lavoratori e le leggi che ne tutelano la sicurezza ed il benessere.
La rete di persone e di soggetti politici La prossima Como sta lavorando alla costruzione di un Piano sociale per la città che ha al centro i soggetti reali che abitano la Civitas, non soltanto un programma elettorale, quindi, ma un vero piano strategico con una visione sulla città del futuro e progetti specifici e praticabili. La partecipazione larga e condivisa e le pratiche di cambiamento sono le prospettive del nostro lavoro che non ha come orizzonte soltanto la scadenza elettorale, ma l'obiettivo di una rappresentanza stabile, un punto di riferimento di buona politica. La sinistra e una ampia rete di cittadini attivi che stanno progettando La prossima Como, hanno in comune principi e intenti che in questo documento, aperto al contributo di tutti, sono presentati.
I principi comuni sono i seguenti: inclusivita' e quindi lotta alle disuguaglianze socio-economiche e culturali, mutualismo e quindi prossimità, auto mutuo aiuto, condivisione e quindi partecipazione collettiva, libertà e quindi valorizzazione delle diversità, diritto e giustizia e quindi valorizzazioni e delle pratiche virtuose, cittadinanza e quindi pratiche attive di partecipazione alla vita pubblica, accoglienza per riconoscere la dignità della persona e quindi azioni di vicinanza.
Gli intenti comuni per le politiche amministrative sono quelli ridistributivi, di prossimità, di qualità dell’ambiente. Ridistributivi non come sostegno o risarcimento ai settori deboli della società, ma come politiche inclusive che stimolano la partecipazione. Ridistribuire spazi, diritti, cultura, istruzione, tempo, lavoro, vuol dire qualità della vita, vuol dire dignità di cittadinanza, vuol dire garantire sovranità del popolo, come afferma il primo articolo della Costituzione italiana. Politiche di prossimità vuol dire ascolto, coinvolgimento partecipato alle decisioni, aprire spazi di democrazia diretta sulle politiche dei quartieri, perché in gioco non vi è soltanto la trasparenza dell'azione pubblica, ma la sovranità, cioè la stessa base della democrazia. Qualità dell’ambiente perché questo è la casa comune dove abitiamo come cittadini; quindi maggior attenzione ai quartieri di cintura, alla qualità dell’aria che respiriamo, al territorio come segno della nostra civiltà.